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Compagnia di TeatroDanza Napoli

 


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ESSERE PAESAGGIO

Comunità temporanea di intenti ​

 

Molinara (BN), 2013

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"Questo mio paese ha sangue di mulo, ma nessuno sa mettergli ai piedi il ferro che serve per camminare.

E allora si sta fermi dentro un dolore cattivo,  dentro una gioia piccola e sottile come gli asparagi di bosco."

Un progetto a cura del collettivo Azzurro Solfato / Tutte queste vite

 

Ideazione e regia:

Paola Carbone

 

documentazione:

L26 - Martin Errichiello / Filippo Menichetti

 

Produzione:

Azzurro Solfato / Yeelen Film / L26

 

con il patrocinio della

Provincia di Benevento Comune di Molinara Asl di Benevento

 Il laboratorio Essere paesaggio parte dalla geografia del corpo, per provare a ritrovare collegamenti naturali e di senso con i luoghi che ci circondano. Nel caso di Foresta d’amore abbiamo provato a  riconoscere gli alberi e gli animali come maestri:  maestri di respiro e di comunità.

A partire da un immaginario comune, legato ai temi della natura, dell’infanzia, dell’amore e del dolore ci siamo allenati allo stesso gioco d’espressione e d’ emozione.

Noi crediamo che questo sia il tempo di ripensare la vita attraverso il corpo e quest’ultimo attraverso il sogno, inteso come capacità di proiettare i propri desideri all’interno di un atto creativo collettivo e crederlo realtà.

Fare e non capire a tutti i costi è il principio dal quale cominciare.

 La frase di Danilo Dolci “ Ciascuno cresce solo se sognato” accompagna il nostro lavoro come un amuleto, una luce che indica una direzione, uno spiazzamento del pensiero che ci obbliga a riformularlo.

Pensiamo che l’ importante sia attivare le occasioni del fare, condividere  azioni, moltiplicare gli incontri, essere inutilmente operosi ma giocare insieme al gioco più antico del mondo, quello della narrazione.

Ritrovare emozioni, pronunciare poesia come si mastica il pane, comporre un gesto mettendoci attenzione, decidere che la bellezza è un cibo quotidiano. Una sorta di ritorno all’infanzia che sempre sconfina nell’ignoto e nel mistero di ciò che viene creato. Quasi un atto di fede, che ci conduce nella vita e nel sacro attraverso la festa del corpo.

Partecipare alla festa, essere ospiti del rito e per una volta farsi rapire  abbandonandosi al piacere dello sguardo e del cuore. E per un piccolo tempo, forse, sognare insieme.

riprese e montaggio di Martin Errichiello e Filippo Menichetti

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foto Davide Giacobbe

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